Indirizzo
Corso della Giovecca 3, 44121, Ferrara
Contatti
info@michelebaglioni.it
Tel: +39 3401562509

Episodio 2 – Gianluca Romagnoli

Scopri la puntata intera su:

In questa seconda puntata della terza stagione, Michele Baglioni esplora per la prima volta un settore strategico e complesso: il biomedicale. L’ospite è Gianluca Romagnoli, imprenditore di seconda generazione, CEO di Rominvest e membro del board di Numante, un gruppo internazionale che oggi supera i 200 milioni di fatturato.

Il racconto parte dal 1979, quando il padre di Gianluca, laureato in ingegneria nucleare, decide di mettersi in proprio fondando Rominvest (un nome che fonde il numero dei soci fondatori con le loro origini tra Ferrara e Teramo). Gianluca ripercorre oltre 20 anni di carriera, affrontando temi cruciali come la crisi finanziaria del 2008 legata ai ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione e il delicato passaggio generazionale conclusosi nel 2011.

Oggi la sfida di Romagnoli non è più solo familiare ma globale: attraverso l’aggregazione di diverse aziende sotto il cappello di Numante, ha trasformato una realtà locale in un player europeo e statunitense specializzato in dispositivi per l’infusione.

I temi principali della puntata:

  • Dall’azienda di famiglia al Gruppo Internazionale: Perché l’aggregazione e il supporto di fondi di investimento sono diventati necessari nel settore biomedicale.
  • L’impatto del Covid-19: La verità dietro il picco di vendite delle siringhe per i vaccini e la rinnovata consapevolezza dell’importanza delle produzioni europee.
  • Innovazione e Home Care: Il futuro della medicina che si sposta dall’ospedale alla casa del paziente per migliorare la qualità della vita e ridurre i costi pubblici.
  • Gestione Patrimoniale: Il ruolo di Rominvest come holding di famiglia per diversificare gli investimenti tra industria, private equity e mercati finanziari.

Conclusioni
L’episodio si conclude con una riflessione onesta sul ruolo dell’imprenditore: “Avere un’azienda non significa saperla gestire”. Un invito all’umiltà e alla professionalizzazione, suggerendo ai giovani eredi di affiancarsi a manager competenti per garantire la crescita e la continuità del progetto.